La goccia che fa traboccare il vaso 

 Quando lo stress si accumula, le preoccupazioni per gli ordini mancati si dilatano, i pagamenti non entrano, ogni piccola goccia rischia di far traboccare il vaso e anche gli imprenditori e manager più pacati rischiano di perdere il controllo. Avvicinandosi al punto di rottura ogni piccola circostanza, anche banale, rischia di farci perdere il controllo e questo vale tanto per la vita professionale che per quella privata. Del resto, il nostro organismo non sa fare differenze e accumula, quindi, le tensioni registrate in ambiente lavorativo, col responsabile di produzione che a fine mese non vuole comprendere la necessità impellente di chiudere quello stampo e fatturare, e in famiglia dove a fatica si fanno i conti con una didattica a distanza sempre più disorganizzata e pesante. 

La ragione per cui, anche un piccolo contrasto, ci fa perdere la pazienza reagendo in maniera eccessiva è di natura biochimica: colpa del cortisolo, l’ormone dello stress. 

Non puoi controllare quello che succede intorno a te, ma sei sempre in controllo di ciò che succede dentro di te.
(Wayne Dyer) 

 

Vediamo cosa succede dentro di noi quando l’amigdala (sede della memoria emotiva del cervello e di tutti i nostri successi e insuccessi, gioie, paure, delusioni e frustrazioni) prende il sopravvento sull’area prefrontale del cervello che è, invece, la sede della memoria di lavoro e della capacità di restare focalizzati. Quando la nostra mente è in uno stato di tranquillità sappiamo prendere decisioni, pianificare, organizzare, delegare in maniera pacata e costruttiva ma quando arriva un’emergenza il nostro cervello rettile (la parte più antica del cervello) accende la sirena d’allarme e avvia il processo che chiamo “vinco io e perdi tu” innestando lo spirito di sopravvivenza. Quindi significa che quando perdiamo il controllo stiamo mettendo in campo qualcosa di primordiale? Si, è così ma questo non giustifica un atteggiamento continuamente aggressivo e non empatico: chi, si nasconde dietro ad affermazioni “ho 50 anni, non posso farci nulla se sono fatto così” semplicemente è una persona che non guarda in faccia la realtà, la volontà di non voler cambiare. Questa mancanza di motivazione a mettersi in gioco, lavorando su di sé o su un membro del proprio team, è uno dei limiti più grandi di imprenditori e manager e diventa ancora più grave, oggi che la situazione pandemica globale, ci richiede di restare lucidi, concentrati, imperturbabili. Difficile, anzi difficilissimo ma non impossibile: chi riesce a farlo è perché, per tempo, ha lavorato su questo aspetto allenando la skill dell’autocontrollo e ora è vincente. Vincente è quell’imprenditore che anche in assenza di ordini continuativi sa intrepretare le informazioni, sa pianificare, sa ragionare e decidere per se e la propria impresa.  

 

Per evitare errori di interpretazione, decisioni sbagliate su clienti importanti, reazioni eccessive con quel collaboratore che, ora, non possiamo proprio permetterci di perdere, è necessario mantenere un livello di cortisolo basso.  

 

Le azioni e le decisioni in un momento di rabbia o, come si dice in gergo, di sequestro emotivo, sono spesso, quelle sbagliate che creano un danno a noi, alla nostra leadership e in definitiva alla nostra azienda. 

 

Del resto l’amigdala ha il potere di mandare in tilt il cervello in un nano secondo, cosa che invece, il cervello razionale non sa fare in un tempo altrettanto rapido. Ciò significa che quando siamo vittime di un sequestro emotivo dobbiamo innanzitutto rendercene conto e riprendere il controllo di noi stessi tramite il respiro, è la più via più facile e più efficace per coloro che non sono allenati all’autocontrollo. Del restose siamo persone adulte che non sanno tenere a bada le proprie emozioni negative e impulsi primordiali avremo bisogno di tempo per allenare le tre competenze di base dell’autocontrollo ossia: 

 

  1. la capacità di dominare sentimenti impulsivi e negativi
  2. la capacità di restare composti e imperturbabili anche nei momenti più difficili
  3. la capacità di pensare in modo chiaro e preciso mantenendo la concentrazione anche sotto stress.

 

 L’autocontrollo così come lo abbiamo descritto si manifesta nell’assenza di fuochi d’artificio (D. Goleman) e passa anche attraverso una skill molto importante di cui parlerò in un prossimo articolo ossia la gestione del tempo. Del resto, lo sappiamo, riceviamo di media, 178 messaggi al giorno tra mail, whatsapp, telefonate e notifiche varie (cit. Wall Street Journal), molti di questi sono inutili ma richiedono la nostra attenzione e concentrazione togliendola ad un’emergenza o creandone una nuova. In una tale situazione di bombardamento saper mantenere il controllo, richiede la capacità, non solo di smorzare il disagio e soffocare l’impulso a reagire, ma anche di spostare l’attenzione verso un’emozione diversa più positiva, richiede, quindi, padronanza di sé. 

E voi, che voto vi date nella skill dell’autocontrollo? 

Cosa state rischiando di perdere agendo atteggiamenti impulsivi? 

Come sarebbe la vostra vita se vi sentiste più padroni delle vostre emozioni negative? 

 

Rispetto di sé, conoscenza di sé, controllo di sé. Queste tre sole cose portano al potere supremo.
(Alfred Lord Tennyson)